Lombalgia- sintomi, diagnosi e cause

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Per lombalgia si intende il dolore alla regione lombare della colonna vertebrale. È un disturbo estremamente frequente in età adulta, con massima incidenza in soggetti di 40-50 anni di entrambi i sessi. Circa l’80% della popolazione ne è colpito almeno una volta durante la vita.

Può presentarsi in forma acuta, subacuta e cronica, con diversi gradi di disabilità.

È tra le più frequenti cause di assenza dal lavoro ed ha perciò un’elevata incidenza socio-economica.

Un episodio acuto di lombalgia è caratterizzato dall’improvvisa comparsa spontanea (o dopo un movimento banale, uno starnuto o uno sforzo fisico di varia entità) di un violento dolore trafittivo in regione lombare, talvolta così intenso da portare ad un brusco cedimento degli arti inferiori (cosiddetto colpo della strega”). Il dolore si accentua in stazione eretta, nei movimenti del tronco, nel trasporto di pesi e con i colpi di tosse e di starnuto.

Nella lombalgia acuta, il dolore si sviluppa dopo movimenti che comprendono il sollevamento, la torsione o la flessione anteriore del tronco. I sintomi possono iniziare subito dopo tali movimenti o al risveglio della mattina seguente. Il dolore può essere localizzato o diffuso. Esso può peggiorare con certi movimenti, come sollevare una gamba o assumendo particolari posizioni, come sedersi o stare in piedi.

Il dolore può irradiarsi ai fianchi o ai glutei, limita grandemente o blocca del tutto i movimenti della colonna lombare causando impedimenti nei comuni gesti della vita quotidiana, come infilarsi calze e scarpe.

La lombalgia può rimanere isolata o essere il primo stadio di una sciatalgia o di una cruralgia (se c’è compressione su una o più radici nervose spinali).

L’episodio lombalgico ha varia durata, solitamente da 2 a 3 settimane.

Alla lombalgia cronica possono associarsi problemi di sonno (difficoltà ad addormentarsi e sonno disturbato), depressione e ansia.

Per la valutazione dell’origine della lombalgia (diagnosi) è molto importante la raccolta da parte del medico di un’accurata anamnesi (storia clinica), diretta in particolare ad escludere malattie degli apparati digerente ed urogenitale.

Si dovranno valutare sia la sede e le caratteristiche del dolore, sia le modalità d’insorgenza.

Indagini strumentali, quali esame radiografico, RM e TAC,  trovano indicazione soltanto nei casi di lombalgia più grave o di dubbia natura, nelle recidive e nei pazienti con associata irradiazione del dolore agli arti inferiori.

Si possono distinguere tre tipi generali di lombalgia a seconda della causa:

  • lombalgia meccanica (dovuta a cause muscolo-scheletriche aspecifiche, ernia discale, compressione delle radici nervose, degenerazione dei dischi, patologia articolare o frattura di una vertebra);
  • lombalgia non meccanica (dovuta a infiammazioni o infezioni);
  • lombalgia dovuta agli organi interni (colica biliarecalcoli renali, infezioni renali e aneurisma aortico).

Un’ulteriore classificazione può essere fatta in base alla durata dei sintomi:

  • lombalgia acuta (dolore che dura meno di sei settimane);
  • lombalgia sub-acuta (dolore che dura dalle sei alle dodici settimane);
  • lombalgia cronica (dolore che persiste per più di dodici settimane).

Ecco qui un elenco delle molteplici cause di lombalgia:

  • distorsioni o stiramenti muscolari;
  • obesità;
  • fumo;
  • aumento di peso durante la gravidanza;
  • stress;
  • cattive condizioni fisiche generali;
  • scorretta postura;
  • sonno non sufficiente;
  • osteoartrite e artrite reumatoide;
  • degenerazione dei dischi intervertebrali;
  • ernie del disco;
  • fratture vertebrali (traumatiche o da osteoporosi);
  • infezioni;
  • endometriosicisti ovariche o fibromi uterini;
  • gravidanza (per via dei cambiamenti della postura e del baricentro);
  • sacralizzazione di L5 (l’ultima vertebra lombare si fonde con la prima vertebra sacrale);
  • spondilolisi (mancata fusione di parte dell’arco posteriore di una vertebra);
  • spondilolistesi (scivolamento in avanti di un corpo vertebrale);
  • sinostosi (deformità congenita dovuta alla fusione di due o più vertebre);
  • discopatie e stenosi del canale;
  • artrosi, osteoporosi;
  • malattie reumatiche;
  • neoplasie;
  • traumi;
  • turbe metaboliche e del turnover osseo;
  • problematiche viscerali (gastrointestinali, urologiche e ginecologiche);
  • aneurisma dell’aorta addominale;
  • problematiche generali (stati febbrili, influenza, raffreddamento).

Tutte queste cause di lombalgia verranno analizzate nei prossimi articoli in cui ti darò tutti i consigli per curare e prevenire il mal di schiena.

13 comments on “Lombalgia- sintomi, diagnosi e cause

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